Continua il ciclo di incontri dedicati alla scoperta del visibile e dell’invisibile, iniziato con il direttore del Museo Nazionale Romano Stephàne Verger lo scorso mese.
Questa volta sarà Fabio Attorre, direttore dell'Orto Botanico di Roma, in dialogo con Clara Tosi Pamphili, a illustrare i cambiamenti climatici e la profonda trasformazione dei territori: il ruolo della natura, l'aspetto scientifico ed al contempo romantico raccontato da un ricercatore attento e incline alla costante interazione con l’arte.
“Nonostante l’uomo con le sue attività stia creando problemi dal punto di vista ambientale, c’è una necessità di riconnettersi e avvicinarsi alla natura e di riportare la natura in città. E in questa azione gli orti botanici saranno in prima fila nel ripristino degli ecosistemi degradati e nella conservazione della biodiversità e dei servizi che fornisce all’umanità”.
Fabio Attorre
Direttore dell’Orto Botanico di Roma
Quindici anni di esperienza in programmi di cooperazione ambientale relativi a numerosi siti di biodiversità del mondo (arcipelago delle Galapagos – Equador, Arcipelago Socotra – Yemen, aree protette dell’Albania, Grande area transfrontaliera Limpopo – Sud Africa, Mozambico, Zimbabwe, Papua Nuova Guinea) hanno permesso al ricercatore di sviluppare una profonda conoscenza dei diversi ecosistemi e problematiche ambientali. Il principale campo di ricerca è l’applicazione di modelli spaziali per valutare lo stato di conservazione di specie e habitat, per supportare il mantenimento di aree protette, per valutare l’impatto del cambiamento climatico e delle specie aliene sugli ecosistemi. Inoltre, collabora con gruppi di lavoro nazionali e internazionali con lo scopo di valutare lo stato di conservazione degli habitat ed elaborare le effettive strategie di conservazione.
Insegna Ecosystem Approach to the Conservation of Biodiversity GIS and thematic mapping all’Università di Roma La Sapienza.